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Come se, fosse facile prendere una decisione in proposito.
Come se, una volta presa, si affrontasse con leggerezza.
Come se, il pensiero di chissà, però, non restasse dentro per sempre.
Come se, non si potesse scoprire che il proprio ginecologo è obbiettore e non l’aveva mai detto.
Come se, per tutti quelli che ti stanno attorno, non fosse già una scelta fatta, un argomento sul quale non serve discutere.
Come se, una volta presa una decisione tanto dolorosa non si trovassero ostacoli sulla propria strada.
Come se, chi dovrebbe star vicino è lontano.
Come se, le strutture che dovrebbero aiutarti a scegliere avessero tanto da fare e starti vicino non tocca a loro.
Come se, tra Natale e l’Epifania gli ospedali non avessero problemi ad accettare pazienti.
Come se, non fosse necessario far presto che scadono i termini.
Come se, l’immagine di un qualcosa che non ti appartiene più non ti lacerasse le viscere.
Come se, svegliarsi dall’anestesia e pensare “non c’è piu’” non bastasse a massacrarti la vita per il resto dei tuoi giorni.
Come se, chissà per quale arcano, quella resterà la tua unica esperienza di maternitaà.
Come se, il giorno che un’amica ti chiede un consiglio, tu non sapessi che vale tutto e il contrario di tutto.
Come se, tu non sapessi che le farai male ma che per aiutarla a scegliere le dovrai dire tutto quello che hai provato.Come se non bastasse tutto questo, ci mancava Ferrara – che ha detto – spera di diventare ministro della salute.
Grazie, grazie di cuore, a lei e a tutti quelli che parlano senza sapere, per il fatto di dirmi quello che devo fare, che avrei dovuto, che dovro’.
Grazie.
Perche’ sapete, una donna quando decide o è costretta ad abortire, lo fa per mancanza di responsabilita’.
Lo fa così, con leggerezza.
Lo fa perché intanto si può fare e c’è una legge che la tutela.
Lo fa e poi la sera va a ballare.
E l’indomani la ridà via senza pensieri, che tanto c’è la 194.
E via un altro aborto.
E pensare che una volta lo facevano con l’ago da maglia.
Finiti i tempi, eh… Oggi non si corrono rischi. Una passeggiata di salute.
Vergogna. Vergogna. Vergogna.
Dovrebbero solo che vergognarsi, non dovrebbero nemmeno nominare la parola aborto.
Dovrebbero vergognarsi di esistere.
Di non ricordare.
Dovrebbero essere costretti a un’esperienza del genere.
Ecco, poi, ne riparliamo.
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