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Nel Martirologio Romano, che è il ca­talogo di tutti i santi universali e locali, si trovano al 14 febbraio non uno, ma due Valentini.
«14 feb­braio, in Roma, sulla via Flaminia, natale di san Valentino, presbitero e martire, che dopo aver operato varie guarigioni, insigne per cultura, fu ucciso e decollato sotto Claudio Cesare»;
«14 febbraio, in Terni, fasto di san Valentino, che dopo essere stato a lungo percosso fu imprigionato e, non potendosi vincere la sua resistenza, a metà notte, segretamente trascinato fuori del carcere, venne decollato dal prefetto di Roma, Placido».
A proposito del primo Valentino, una tarda e leggendaria Cronaca del suo martirio, narra che l’imperatore Claudio il Gotico, incuriosito dalla fama di santità di un prete romano che era stato imprigionato per la sua fede, lo fece condurre a palazzo.
Insomma la faccio breve. Valentino parla, parla (e pare parlasse pure bene), allora Claudio dice al suo prefetto “ascoltalo tu che io ho altro da fare, e decidi tu per il meglio”. Il prefetto si stufo’ subito di sentirlo parlare e lo consegno’ a un suo ministro che si chiamava Asterio. Valentino tira due palle con la luce e cose cosi’, e Asterio dice ”guarda ho una figlia cieca, se le ridai la luce puoi chiedermi cio’ che vuoi”. Valentino fa il miracolo e Asterio e tutta la famiglia si convertono.
Quando lo viene a sapere Claudio non la prende tanto bene e fa decapitare Valentino.
E questo e’ uno.
Poi c’e’ il secondo di cui poco si sa di certo (come se del primo ne sapessimo).
Comunque vescovo di Terni, e decapitato a Roma nel 273 durante la persecuzione di Aureliano.
Valentino, era celebre per le sue doti di taumaturgo, ed era stato invitato a Roma dal filosofo Cratone per­ché ne guarisse il figlio il cui dorso si era talmente incurvato da costrin­gerlo a tenere il capo fra le ginocchia. Valentino promise la guarigione a patto che tutta la famiglia si impegnasse a convertirsi. Così avvenne; e non solo, ma si convertirono anche tre giovani ateniesi allievi del filosofo. Al prefetto Placido sta notizia gli fece girare un po’ le palle e lo fece imprigionare tentando invano di spingerlo, prima con le parole e poi con il bastone, a smetterla li’ con la fede.
Niente da fare e allora, lo fece decapitare. E poco dopo fece decapitare anche i giovani allievi (che nel frattempo avevano portato il suo corpo a Terni in un terreno che avevano acquistato).
Ma pare che siano stati i Benedettinì, che nel primo medioevo custodivano la basilica ternana, a diffondere il culto di san Valentino nei loro monasteri sino alla Francia e all’Inghilterra, dove è sorto il suo patronato sui fidanzati per una coincidenza calendariale. Insomma come a dire che coincide con il fatto che la natura torna a rivivere: le violette, le gemme sugli alberi, gli uccellini, gli ormoni, le ragazze svestite, ecc. ecc.
Prendete ad esempio Valentino vestito di nuovo come le brocche dei biancospini, cose cosi’ insomma.
Insomma per chiudere, quale sia il Valentino vero non si sa, decapitati li hanno entrambi, pero’, visto che sono finiti i saldi da poco, siamo tra natale e pasqua, ed e’ un momento di calma piatta, le donne hanno deciso che il 14 febbraio, come data per farsi fare un regalo, sia proprio azzeccata.
Ecco.
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