Tag

, ,

Allora. Le tagliatelle alla fine non erano. Ma taglierini. Che erano pure buoni.
Meno buone (secondo me e non secondo f.)  le lasagne al forno che ho cucinato io sabato sera col ragu’ che ho scambiato con la caciotta.
Ma il venerdi’ sera e’ stato all’insegna di Paolini.
Lui che sa farti ridere con quelle storie di provincia e di bar, di folpi, di the al latte, della Jole, di Cesarin, di Barbin, della Norma e della Maria Bellotto, di spogliatoi, di campi di periferia. Di Don Tarcisio e don Bairo (che non e’ un prete  ma un alcolista), di assemblee, di feste del primo maggio, di manifestazioni.
E poi i ricordi delle stragi di piazza Fontana a Milano e di piazza della Loggia a Brescia: li’, in quel punto, cominci a piangere e non riesci piu’ a fermarti.
Quel saperti toccare nodi ancora da sciogliere, groppi allo stomaco provati e mai dimenticati.
E quando arriva a quel “ma non finira’ piu’?”, ecco senti ancora stringerti le viscere, senti i brividi sulle spalle, e ricordi, che anche tu lo hai urlato, qui a Genova, negli anni di piombo. Pensavi non sarebbe piu’ finita. Uno dietro l’altro uccisi, per le strade, sugli autobus.
Uno sulla mattonata di salita santa Brigida. Il ricordo piu’ vivo.
Andavo a scuola. Ero fuori al bar di fronte, eravamo appena usciti.
E’ arrivata la notizia, hanno ammazzato Coco.
Cristo, ma non finira’ piu’ questo orrore?
Era l’8 giugno del 1976.

(foto dal sito: www.lanternafil.it)

Annunci