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L’altro giorno da Feltrinelli, nel reparto “Manuali: t’insegno a vivere io, mi cadessero i coglioni”, un titolo ha attirato la mia attenzione: Perché le donne non sanno leggere le cartine e gli uomini non si fermano mai a chiedere?

Dev’essere una merda ma il titolo mi è piaciuto tanto e sono un po’ di giorni che continuo a pensare che il navigatore satellitare deve aver eliminato una delle maggiori cause di discussione che una coppia affrontava in auto.

Ed ecco che ho immaginato, un’ipotetica – ma neppure tanto – discussione tra un qualunque lui e una qualunque lei.

Lui “Prendi la cartina”

Lei “ dov’é?”

Lui “ Dove vuoi che sia? Nel cruscotto davanti a te.”

Lei “…non c’è!”

Lui “sono sicuro”

Lei “ ti dico che non c’è…l’avrai guardata e non l’avrai rimessa a posto”

Lui “ma figurati… (armeggia nella tasca della portiera, trova qualcosa la passa a lei) guarda se per caso…

Lei “ sì, è questa”

Lui (non fa cenno al fatto che non fosse dove secondo lui doveva essere) “ … dai aprila, e guarda che tra un po’ dobbiamo uscire e non so dove…”

Lei (armeggia con la cartina facendo finta di capire quello che sta facendo)

Lui “…allora?”

Lei “ …e un momento no!”

Lui “hai trovato? Ma che cazzo stai facendo”

Lei “la metto nel verso di marcia no.”

Lui “ sì, ma se la giri poi non riesci a leggerla…”

Lei “ tu non ti preoccupare e guida con due mani per favore”

Lui (sbuffa ritraendo la mano destra che già aveva allungato verso la cartina)

Lei “ com’è l’ultima uscita che abbiamo visto?”

Lui “Pratodicampagna. Dopo ci dovrebbe essere Campodicampagna e dopo ancora Rovidisotto, adesso siccome sono abbastanza vicini tutti e due a Campodimore, vorrei sapere da te in tempo utile l’uscita più vicina.

Lei “sicuro che a Rovidisotto ci sia l’uscita?”

Lui “sì, sicuro, ma se tu riuscissi a dirmelo prima di superare Campodicampagna te ne sarei grato.

Lei “io non capisco perché scrivano cosi piccolo, cazzo, non possono fare una cartina in scala più grande?

Lui “certo, adesso te le faccio fare apposta per te. scala 1:1”

Lei “ ehh?”

Lui “ lascia stare và” (accosta, strappa la cartina dalle mani di lei e si mette a consultarla) ecco lo sapevo…dovevamo uscire a Pratodicampagna…

Lei “ sì va beh, ma allora sei scemo… tu hai detto che dovevo vedere se Campodimore era più vicino a Campodicampagna o a Rovidisotto, non hai parlato di Pratodicampagna, anzi ne hai parlato, ma dopo che lo avevamo superato…”

Lui “ e va beh… mi sono confuso… “

Lei “tutti si possono confondere, ma tu stai cercando di addossare la colpa a me”

Lui “ iooooo? Ma tu scherzi, piuttosto tu mi hai subito detto che non ti ho detto che…”

Lei “ oooohhhh, adesso basta esci alla prima che trovi e poi chiediamo”

Lui sta zitto sino all’uscita di Campodicampagna e a quel punto lo assale il panico. “e adesso?”

Lei “ e adesso chiediamo no?”

Lui “ e a chi chiediamo?”

Lei “al casellante. Mentre paghi chiedi.”

Lui “IOOOOO?”

Lei “ Sì! tu!”

Lui porge il biglietto, porge i soldi, ritira il resto ma lei capisce che lui sta per ingranare la marcia, lo anticipa, lo spinge indietro, mette fuori la testa e con la più suadente voce chiede “mi scusiiiiii…buongiorno, mi….(da un’occhiata a lui che nel frattempo ha assunto un colore biancozombiegrigiettolabbraviolaserrate) ci… saprebbe indicare la strada per Campodimore?”

Casellante “ certo…oh, ma che peccato… dovevate uscire a Pratodicampagna. Adesso o rientrate e uscite alla prossima ed è subito lì, oppure arrivate sino a Campodicampagna, prima di entrare in paese, girate a sinistra. C’e un ponte. Subito dopo il ponte, girate ancora a sinistra. Dopo cento metri trovate Campodimore. Ma un momento, avete detto Campodimore o Campodimoredisopra?”

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