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Venezia, la mamma – l’ho lasciata a casa – e me
trentacinque anni dopo

 

 

Appello.

Genova!
“Belin, ghe semmo!” Appello. Genova!

Milano
“Sem chi”
Rovigo
“Presenteeeee!”
Venezia.
“‘ndemo…”
Si parte. Spritz. Barca. Spritz. Click. Spritz. Scalini. Spritz. Sole. Spritz. Seduti. Click. Spritz. In piedi. Spritz. Teatro. Spritz. Lacrime. Baci. Abbracci. Sonno. Click. Piedi male. Tanto.  Ahia! Spritz. “Me pRendo na biReeta”. Caldo. Sinistra. Destra. Avanti. Scendi. Sali. Click. Caffe’. Sigaretta. Gennaro. Spritz. Zlatan. “Ciapa el gato!” Mamma, no la lacrima no. 18 anni. ”…Ivanoooo… perche’ c’e’ solo un Ivanooooo…”. Baci. Abbracci. Sorprese. Scusate, Spritz. ”Ma va a dormie coe galline que do?”. Scoasse. Spritz. La bionda coo biondo. “Se too vede to paRe, to rascia via co e ongie”. Spritz. Casa.

Grazie alla creatrice di sogni che si e’ materializzata alla stazione di Mestre, grazie al cameriere in turno venerdi’ “al Bateo”, grazie a Momy che e’ diventata rossa rossa per colpa nostra, grazie a Cri che ha condiviso con me i Frari, grazie a tutti quelli che si sono prestati al gioco del “chissa’ se ci saro’” grazie a “mamma e a papa’”, che senza conoscerci, ci hanno aperto la loro casa, grazie ad Andrea che invece di festeggiare se stesso ha fatto il cuoco, a Zingara che ha condiviso con me questo piccolo viaggio. E grazie a tutti quelli che non ho citato, Leuconoe, Giovanni, La Flauta e il biondo che ci ha letto una poesia sulla sua mamma. Grazie al Capitano che ci ha sopportati tutti accampati, nonostante avesse altro a cui pensare.

P.S. :… una cosa me la dovete dire: ma quanti cazzo ne bevete di spritz al giorno?
P.S. 2 : le correzioni ai dialetti si accettano via mail, e verranno apposte nei prossimi giorni. (non spaccate il cazzo con “…ma dai…. quellooooo non e’ scritto giustooooo!).
Grazie.

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