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Lettera aperta a

amiche e amici,
teatranti,
semplici conoscenti,
frequentatori di blog,
semplici passanti,
fancazzisti assidui.
Da oggi cambio vita. L’altra notte ho fatto un sogno rivelatore, e siccome mi e’ apparso un cretino che pero’ senza di me per i coglioni, dava del suo meglio, ho pensato che la colpa del suo insuccesso fosse la mia. E mi sono detta mi levo dalle palle.* Che come diceva il mio maestro di teatro, “lei ha una certa eta’ e anche se fa finta di no, le pesa” (tutto questo ad un auditorio di 25 persone che lo stavano a sentire con la bocca semiaperta, cercando di capire dove volesse andare a parare).
Non ho ancora capito perche’ ma pare io castri. Soprattutto i maschietti con eta’ che va tra i 10 e i 15 anni meno di me. Si mettono in gara e io mi sono rotta le palle.
Per anni a gareggiare sono state le amiche della stessa eta’: tranquille con me parlano, con voi trombano. Tranquille e non vi agitate.
Ho deciso appena sveglia la mattina del 6 gennaio: adesso frequentero’ solo persone della mia eta’, delle belle cene con 50-60 enni, che cercano fanciulle di vent’anni in meno mentre le mogli vanno a farsi la piega al venerdi’ o al sabato mattina, ogni settimana che il signore manda loro, e a tavola fan  discorsi sui figli grandi e tutti i problemi connessi, le suocere malate, le cognate maligne, la colf che ruba, l’automobile che va cambiata, la crema da notte, la pensione imminente del marito, la mancata carriera nonostante i sacrifici, l’acquisto della casa per la figlia che sta per sposarsi, la domenica a pranzo dalla mamma, il basket di andrea e le lavatrici di magliette e tute, la lezione di pianoforte di camilla da spostare di orario perche’ non si riesce piu’ a conciliare con quella di nuoto, la lezione di danza di ottavia (che “a me pare sia tanto portata” ma lei non ci vuol piu’ andare perche’ mentre si cambiava ha sentito le compagne che dicevano tra loro quanto e’ grassa). Ecco. Non so cosa diro’ perche’ non ho un cazzo da dire, ma magari mi fara’ bene stare un po’ zitta.
Dimenticavo, buon anno.
* Il blog non lo chiudo, che mi diverte.
(che volete che vi dica saranno i 50 che si avvicinano che mi stanno un po’ sul culo.
Avviso: a chi dice l’importante non sono quelli che si hanno, ma quelli che si sentono, non spezzo piu’ loro i braccini: li lascio tramortiti con un colpo di mazza da golf sul collo).“Il fascino discreto della borghesia”, 1972, L. Bunuel

foto dal sito:
http://cervantes.de/onlineausstellungen/bunuel/themen/tischgenossen.html

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