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“Oggi viene Bruno a trovarmi. Lo vuoi conoscere” “Perchè no, me ne parli sempre così tanto”

Passarono il pomeriggio in casa di Francesco ad ascoltare De André. E poi, qualche giorno dopo lui la portò a casa di Bruno e ascoltarono De Gregori. Lei per la prima volta salì sul 44 e notò una casa sulla destra della strada. Una casa che lei avrebbe poi visto per il resto della sua vita dalle finestre dell’ ufficio. Era l’ottobre del 1973. E un giorno si incontrarono da soli. SaBato. Andarono a fare un giro in centro. Non pioveva da mesi e c’era pure il razionamento dell’acqua. Ma quel giorno cominciò a piovere e non si fermò più. Si ritrovarono con la stessa giacca, che andava tanto di moda, fatta forse per reggere un acquazzone ma non il diluvio universale. Lui l’accompagnò a casa sotto l’acqua. Si fermarono sotto una tettoia e lui la Baciò. “Finalmente, pensò lei” Continuarono a sfidare gli elementi. Si fermarono davanti a un portone, e una donna, mossa a compassione, li fece entrare a ripararsi. Poi lei continuò la strada verso casa. La madre le fece un culo a capanna nel vederla grondare acqua. “Sei una deficiente… sono mesi che non piove proprio oggi dovevi andare in giro” Lei cercò delle scuse, ma neppure tanto con convinzione: aveva altro a cui pensare. Finì l’autunno, arrivò l’inverno, e poi la primavera e l’austerity. In treno a Santa Margherita e con la bici a noleggio. E poi arrivò l’estate, e lei andò in vacanza. E poi ancora in vacanza. E lei non lo dimenticò, ma pareva fossero tutti innamorati di lei! E lei li voleva provare tutti. Lui si arraBBio molto. Lui voleva far l’amore con lei. Lei era terrorizzata. Lei voleva arrivare per gradi. Lui no. Si lasciarono alla fine dell’estate. Le loro vite presero altre strade ma non smisero mai di pensarsi e di sentirsi. Una sera lui le telefonò e lei lo interruppe dicendogli “senti c’è “il Buio oltre la siepe” in televisione, ti spiace se ti chiamo domani?” e lui “…figurati, certo ci sentiamo domani, ciao”. Lei l’indomani lo chiamò ”dimmi allora, che volevi dirmi?” “ Beh, sai…Claudio..” “ si’, dimmi…” “Beh…non c’e’ più. Sono andato all’ospedale gli ho portato le aranciate che mi aveva chiesto, ma il suo letto era vuoto”. Era entrato in punta di piedi, come sempre mentre avreBBe dovuto urlarle “testa di cazzo, ascoltami, altro che il tuo film in tv”. E nonostante tutto dopo più di 30 anni sono ancora lì. Due amici, che mai si dimenticheranno l’uno dell’altra.
 
Alice guarda i gatti
e i gatti guardano nel sole
mentre il mondo sta girando
senza fretta
Irene al quarto piano
e’ li’ tranquilla
che si guarda nello specchio
e accende un’altra sigaretta
E Lilì Marleen
bella piu’ che mai
sorride e non ti dice
la sua eta’
ma tutto questo Alice
non lo sa
Ma io non ci sto piu’
grido’ lo sposo e poi
tutti pensarono
dietro i cappelli
lo sposo e’ impazzito
oppure ha bevuto
ma la sposa aspetta un figlio
e lui lo sa
non e’ cosi’
che se ne andra’
Alice guarda i gatti
e i gatti muoiono nel sole
mentre il sole a poco a poco
si avvicina
E Cesare perduto
nella pioggia
sta aspettando da sei ore
il suo amore ballerina
E rimane li’
a bagnarsi ancora
e il tram di mezzanotte
se ne va
ma tutto questo Alice
non lo sa
Ma io non ci sto piu’
e i pazzi siete voi
tutti pensarono
dietro i cappelli
lo sposo e’ impazzito
oppure ha bevuto
ma la sposa aspetta
un figlio
e lui lo sa
non e’ cosi’
che se ne andra’
Alice guarda i gatti
e i gatti girano nel sole
mentre il sole fa l’amore
con la luna
Il mendicante arabo
ha un cancro nel cappello
ma e’ convinto che sia
un portafortuna
Non ti chiede mai
pane o carita’
e un posto per dormire
non ce l’ha
ma tutto questo Alice
non lo sa
Ma io non ci sto piu’
grido’ lo sposo e poi
tutti pensarono
dietro i cappelli
lo sposo e’ impazzito
oppure ha bevuto
ma la sposa aspetta un figlio
e lui lo sa
non e’ cosi’

che se ne andra’…

“Alice”, F. De Gregori

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