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Melissa stava camminando per le vie del centro. Si soffermò per un momento davanti ad una vetrina piena di dolci, poi sospirando tirò avanti. A chi l’avesse guardata, senza soffermarsi sul suo sguardo, non dava l’impressione di essere triste, ma i suoi occhi di solito scuri e lucenti, erano invece velati dalle lacrime. Continuò a camminare per tutta la mattina, finchè si accorse di essere arrivata al mare, e decise così di andarlo a vedere da vicino. 
Doveva essere l’ora di pranzo, pensoò, perchè sulla spiaggia non c’era nesssuno. Altre volte, nelle tiepide mattine d’inverno, era venuta con Milena, e qualche bimba con il nonno, e qualche amico per giocare, lo aveva sempre trovato. E invece oggi, pensò, nessuno, proprio nessuno. Rimase lì a guardare le piccole onde che arrivavano sulla spiaggia e qualche gabbiano che cercava cibo tra le pietre. Cominciò a piangere, domandandosi il perchè della sua fuga.
Ripensando a casa, provò una tenerezza infinita a questi ricordi ma si disse che era tardi e che non poteva più tornare indietro, che questo era solo un momento di debolezza e che sarebbe passato. Ricominciò a vagare senza meta. Passarono alcune ore – che a Melissa parvero giorni – e la fame cominciò a farsi sentire. Decise di andare da certi suoi amici, che qualcosa da mettere sotto i denti glielo avrebbero sicuramente trovato e soprattutto non le avrebbero fatto domande. Ma in casa non trovò nessuno. Sempre più triste, e per di più affamata, si sedette su uno scalino a guardare la gente che passava: nessuno sembrava accorgersi di lei. Pensò che invece a casa forse stavano cercandola, e piangendola, domandandosi dove fosse, non avendola vista dalla mattina. In quel momento prese una decisione : “Torno a casa!”.
Si alzò di scatto, si scrollò di dosso la malinconia e cominciò a prendere la direzione di casa.
Adesso si’ che sapeva cosa fare. Doveva correre. Ma come l’avrebbero accolta? L’avrebbero sgridata per la fuga o sarebbero stati tanto felici nel rivederla da dimenticare l’ansia provata in quelle ore per la sua scomparsa? Che gioia al pensiero dell’abbraccio di tutti. Continuò a correre con tutta la forza che aveva. Arrivò col cuore in gola davanti al portone. Era aperto. Si fermò un attimo per riprendere fiato e godersi quel momento. Salì le scale che la dividevano da casa. Picchiò alla porta e attese. Milena aprì la porta. “MELISSA… è tornata Melissa!.
E Melissa, scodinzolando entrò in casa.
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