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Era tutto buono, anzi buonissimo

(sono una chiavica, ho ceffato il titolo)
“NON ERA BUONO, ERA BUONISSIMO®
(parte uno)
Tema
Raccontate che cosa avete fatto in questo fine settimana. Anche se avete incontrato persone che vi stavano sul culo.
Svolgimento.
Sabato mattina, sono andata a Milano e mi sono vestita pesante che a Milano fa sempre freddo. Sono andata a incontrare delle amiche, degli amici e forse anche qualcuno che mi stava sul culo. A Milano c’era il sole e il cielo azzurro proprio come a Genova, allora ho cominciato a smadonnare in metropolitana perche’ non ce la facevo piu’ dal caldo, pero’ quando sono arrivata alla fermata dove mi aspettava un milanese, lui ci aveva anche il berretto di lana ho detto tra me e me “… a va beh, allora…”.
Il milanese e’ il fidanzato di una milanese  (non la cotoletta) che e’ gia’ mia amica (che e’ quella che cia’ nell’avatar una cosa che non si capisce ma che a me mi e’ piaciuta da subito) e mi ha portato a casa di lei stessa medesima che ci stava preparando le cotolette e le patate. E si era gia’ portata avanti che si sa i milanesi vedono lontano. Poi sono arrivati i veneti che erano laCapitanaS e il capitano, La Flauta e il flautino, e l’Anonimista (che e’ quello che ci tiriamo sempre i capelli in giardino durante la ricreazione). Quando ci siamo viste con la CapitanaS siamo andate avanti un quarto d’ora a dirci, lei “…e alOOOra?” e io “allorAAAA?” dando cosi’ prova di intelligenza smisurata. Quando abbiamo smesso con gli allora siamo entrate in casa e il piu’ era fatto. I veneti avevano borse con dentro ogni ben di dio e abbiamo cominciato a bere e mangiare, mangiare e bere, bere e mangiare, mangiare e bere. Al flautino non lo faceva ridere un cazzo di niente e ce lo ha fatto notare in continuazione. Poi a pranzo c’era anche la mamma della milanese che e’ anche lei milanese essendo la mamma e che e’ una signora tanto tanto carina e simpatica, che ci ha messo a disposizione la casa che e’ molto di piu’ che offrirci delle caramelle. Quando siamo riusciti a uscire da casa siamo andati a un mercatino verso i navigli e li’ dovevamo incontrare degli altri amichetti. E saltavano fuori a ciuffetti. E sul paracarro c’erano la Rael e Germ, poi c’era U bi qualcosa, e poi e’ arrivata X- html (che cia’ un nome impronunciabile e allora non per cattiveria ma glielo si storpia)  e poi non ci ho capito piu’ un cazzo. Ad un certo punto c’era anche EddieMac, che con lui ci avevo un debito di un euro da gennaio, e non ho capito come era li’, e la Vagiaina, e Strahad, e il fratello della Toby, che ha chiuso il blog ed e’ inutile che andate a cercarlo perche’ trovate la porta chiusa. Poi siamo andati in un posto grandissimissimo con un casino enormissimo che puzzava tantissimissimo. Poi e’ arrivata una coppia che si e’ messa in fondo e qualcuno mi ha detto che lei ha un blog,  ma non mi sembrava tanto contenta di essere li’ (o forse che ci fossimo noi).  Poi sono arrivati una ragazza bruna molto simpatica (e con piu’ personalita’) con un fidanzato e hanno avuto la malaugurata idea di chiedere a tutti di suggerire un  nome per il loro gatto e il flautino cia’ spaccato i maroni tutta la sera con “bresaooooooola”, poi e’ svenuto e non lo abbiamo piu’ sentito. C’era anche una ragazza bionda e poi ne e ‘arrivata un’altra ma io non ci ho parlato che era dall’altra parte del tavolo. Ad un certo punto il padrone, che era inacazzato neronerissimo, ci ha detto che il salame di cioccolato si mangiava con le mani e che non gli rompessimo i coglioni con le forchette e che era colpa di quelli di la’ che non si sbrigavano a restituire le tazzine, se non riuscivamo a prendere i caffe’. Quando la Tit ha provato a chiedere il latte per il caffe’ ho temuto per la sua incolumita’.
E sino a qua, sul culo non mi ci stava nessuno.
(continua)

“NON ERA BUONO, ERA BUONISSIMO®
(parte due)
Poi siamo usciti tutti dalla bettola. E come nelle migliori tradizioni siamo rimasti un’ora davanti al locale a salutarci. A quel punto la ragazza bruna simpatica e il fidanzato sono andati dal gatto senza nome (o cosi’ ci hanno detto), Strahad e’ ripartito per tempo (sapendo che ci avrebbe messo si’ un’ora per tornare a casa, ma un altro paio per trovare l’auto), so di aver salutato una ragazza bionda e l’altra no, la Rael e Germ sono andati a casa a fumarsi le mie sigarette, il fratello della tobi che si chiama 5 Mp (ma e’ inutile cercarlo che ha il blog con le parole in inglese) mi e’ sparito davanti agli occhi. Insomma siamo rimasti con la milanese e il fidanzato, la CapitanaS e il capitano, La Flauta e il Flautino (svenuto), l’Anonimista, lei (quella che non mi sembrava tanto contenta che ci fossimo o perlomeno che la nostra presenza fosse del tutto ultronea) e il suo fidanzato, Ubi qualchecosa e Eddiemac., e siamo andati in un altro bellissimo posto che a una certa ora la cameriera dell’est ci ha detto “volete ancora qualcosa perche’ chiudo banco”. Tutti abbiamo ringraziato e detto no, Ubi qualchecosa ha anche alzato il bicchiere e ha fatto vedere che aveva ancora da bere, salvo poi, 4 minuti e mezzo dopo chiedere ancora da bere. La cameriera ha detto “no, ho detto che chiuso banco”. E non rideva. Non sapevamo di essere finiti ad un tavolo di roulette. Alla tivu c’era un bellissimo telefilm spagnolo dove un signore guardava un film di fantascienza anche lui spagnolo. Forse era spagnolo anche il signore, ma non ne sono certa. Poi siamo tornati tutti alle auto. Ci siamo salutati per un’altra mezz’ora buona, e siamo tornati a casa.

Li’, l’Anonimista ha alternato Montenegro a Porto, la Momy si e’ spazzolata tutto il cioccolato che c’era e io ho finto (anche rispondendo con cenni) di capire quello che dicevano. Ho capito solo una storia di perine e specchi. Ma questa e’ un’altra storia. L’indomani mattina la CapitanaS ha preparato il caffe’, e questa volta per davvero, dopo un anno di caffe’ virtuali. L’anonimista ha detto che aveva fatto le porcherie con me, io gli ho detto che era stato o molto discreto o l’amplesso non era particolarmente riuscito. Il flautino ha fatto i compiti sotto la direzione attenta della Flauta, che aveva un frustino, e ogni volta che il flautino cancellava, lo sbatteva sul tavolo, dicendo “ … ho detto….”. Ho capito che il flautino non e’ biondo ma sbiancato. Poi abbiamo ricominciato con gli spritz e mangiato la pasta al pesto pronto che io ho comprato a Genova, cambiato di vasetto e portato, per far vedere che portavo qualcosa di genovese. Poi dopo aver sparlato ben bene di tutti quelli che non erano presenti, siamo usciti a andati al Duomo. Li’ ho salutato tutti e con gli occhi gonfi di pianto sono sparita nella metropolitana.
Non sono piu’ io: in due giorni nemmeno uno che mi stesse un po’ sul culo.
Devo farmi vedere da uno bravo.

stanno parlando dell’avvenimento

http://germ.splinder.com/post/9800852

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