Tag

,

Questo post lo dedico alla CapitanaS, che dice che Halloween non e’ una festa nostra. Non che io sia una patita, assolutamente,  ma mi e’ stato segnalato questo libro che ho acquistato per curiosità e ho cercato qualche informazione sulla Liguria.
Eraldo Baldini e Giuseppe Bellosi hanno compiuto un viaggio in Italia “nei giorni che i morti ritornano”, alla ricerca delle tradizioni popolari di questi giorni. Ve ne segnalo qualcuna
“bisogna preparare ben pulite e riordinate le camere e alzarsi presto per lasciare il letto ai morti, stanchi del viaggio. Si avra’ inoltre l’avvertenza di porre del cibo sulla tavola, perche’ possano rifocillarsi.”
1)
“Alcune chiese antichissime, quella per esempio dei Cappuccini di Genova, aprono i loro sotterranei, dove scheletri interi e teschi ammoniscono i visitatori del comune destino umano”
2)
“Durante le novene dei morti, i fanciulli accendono l’öfizieu’ (l’ufficiolo), che e’ un gomitolo di cerino, non raramente fregiato, di cera bianca, gialla o altrimenti colorata. Accende a-i morti e’ dovere improrogabile di pieta’…” (io questo lo ricordo, era a forma di cestino o di bottiglia, si comprava nelle drogherie e il mio ricordo e’ di colore giallo)
“La mattina dei morti bisognava alzarsi presto e far subito il letto, con biancheria di bucato, perche’ i defunti tornano, quel giorno, alle loro case, e si riposano nei letti preparati dalla previdente memoria, dall’omaggio affettuoso dei loro cari.
Lenticchie, ceci, fave sono cibi tradizionali del 2 novembre. Si preparano ceci, lenti, fagioli e fave secche (bacilli), che si mangiano conditi d’olio, con un poco di pepe e d’aglio.
I pasticcieri preparano fave di pasta mandorlata e altri dolci propri della circostanza”
3)
“Piccoli drappelli andavano di casa in casa suonando e cantando canzoni e chiedendo qualche offerta che veniva poi impiegata dai parroci in funzioni di suffragio. L’entita’ di tali offerte non doveva essere trascurabile se si pensa che nel 1523 il rettore di Pareto, in Valpolcevera (qui ho un dubbio io perche’ esiste un Paveto in Valpolcevera – provincia di Genova – mentre un  Pareto esiste nel Monferrato – provincia di Alessandria), rinuncia alla parrocchia in favore di altro sacerdote “eccetto le entrate che gli provengono dalle ‘cantegore’ degli uomini della parrocchia”
4)
“fino a pochi anni fa le osterie di Genova e del circondario offrivano gratuitamente stoccafisso e fave lessate, ‘stocche e bacilli’ agli avventori, ai quali restava in carico il vino”
5)
E infine un ultima
“l’usanza di intagliare le zucche svuotate ed essiccate e’ tradizionale e tuttora praticata a Rezzo in alta Valle Arroscia. (nel ponente ligure). All’altro capo della regione a Biassa ‘le zucche che ridono’, illuminate con una candela all’interno, nottetempo venivano portate in processione dai giovani”
6)
note
1)      – (P. Giardelli, Il cerchio del tempo)
2)      – (A.Pescio, Terre e vita di Liguria)
3)      – (A.Pescio, Terre e vita di Liguria)
4)      – (V. Bo, La religione sommersa)
5)      – (riportata sia da Pescio che da Giardelli)
6)      – (G. Nervi, Le radici alpine di Halloween).
E poi uno sguardo fuori dall’Italia.
La parola Halloween ha origini cattoliche. Nella tradizione cattolica, infatti, a molti santi viene dedicato un giorno particolare del calendario cattolico, ma il 1°novembre è il giorno nel quale vengono festeggiati tutti i santi. Il giorno dedicato ad “Ogni Santi” (in inglese All Saints’ Day) aveva una denominazione antica: All Hallows’Day.
Presso i popoli dell’antichità la celebrazione di “Ogni Santi” iniziava al tramonto del 31 ottobre e pertanto la sera precedente al 1° Novembre era chiamata “All Hallows’ Even” che venne abbreviato in Hallows’Eve, poi in Hallow-e’en ed infine in Halloween.
La celebrazione di Halloween tuttavia ha origini pagane molto più remote e pone le sue radici nella civiltà Celtica. Infatti gli antichi Celti che abitavano in Gran Bretagna, Irlanda e Francia festeggiano l’inizio del Nuovo Anno il 1° Novembre: giorno in cui si celebrava la fine della “stagione calda” e l’inizio della “stagione delle tenebre e del freddo”.
Quella della notte di Valpurga e’ un’altra storia, e ve ne parlero’ quando sara’ il momento.
Annunci