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La sciura.
La sciura vive a Milano da tre generazioni, ha la nonna campana, ma quando sente pronunciare la parola meridione, in lei si manifesta una forma di orticaria.
La sciura è o nullafacente o una libera professionista.
La sciura ha una casa di proprietà in liguria in una delle seguenti località: Recco, Camogli, Rapallo, Santa Margherita, dove trascorre le vacanze di Natale, sino ai primi di Gennaio. Poi fa una capatina a Gstaad o a Cortina.
La sciura a Milano porta la giacca di Prada, ma sulla passeggiata di Rapallo il giorno di Santo Stefano la si può riconoscere dal solitario a 105 carati al dito, la pelliccia di visone sino ai piedi, anche con 22°, e dalla scia di Opium o Valentino misto a naftalina. A volte se la Pasqua cade bassa ha ancora su la pelliccia. Sotto, il costume.
La sciura in casa ha un congelatore grosso come quello della Costa Classica, dove non manca mai una confezione di pasta sfoglia.
La sciura non dice parolacce, ama i bambini africani e gli affidi a distanza.
La sciura non ama i barboni e i no global.
La sciura sa tutto sui personaggi televisivi.
La sciura ha la piega fatta anche il lunedi’ mattina. La tinta è sempre perfetta.
La sciura gira per Milano con la 4X4, che caga regolarmente in divieto di sosta.
La sciura ha la erre moscia. Se non ce l’ha, frequenta un corso per farsela venire.
La sciura ha una collaboratrice domestica e quando ne parla dice “la donna che viene a casa”.
La sciura ha una figlia bellissima, un maschio ancora piu’ bello e un marito stupendo.
La sciura ha il pollice verde e sul suo terrazzo all’ottavo piano colmo di piante rigogliose, l’albero di limone è il suo orgoglio più grande.

La moglie del macellaio
La moglie del macellaio la si trova in negozio alla cassa.
La moglie del macellaio non entra mai nella cella frigorifera, non taglia la carne, non serve i clienti. Nei casi di collaborazione spinta con il marito ripone il pacco della carne nella borsina di plastica assieme allo scontrino che ha appena battuto.
La moglie del macellaio non parla mai dei figli, anzi non parla mai, e non sorride. Le uniche parole che proferisce sono “Buongiorno, buonasera, fanno 34 euro, arrivederci, buona domenica”. Solo in qualche rara occasione, con le clienti più intime, si lamenta della suocera che vive con lei.
La moglie del macellaio va in vacanza a febbraio, di solito alle Canarie.
La moglie del macellaio, come la sciura, ha sempre la piega fatta di fresco e si sottopone quotidianamente a una seduta di lampada abbronzante, porta vistosi orecchini rigorosamente d’oro e una catena al collo con una moneta antica.
La moglie del macellaio una volta la si poteva vedere estate ed inverno con una cappetta a righe bianche e rosa. Adesso d’inverno sta in negozio con la giacca di pelliccia di marmotta, quella da battaglia. D’estate con una maglietta a maniche corte per coprire il tricipite forte.
La moglie del macellaio ha le tette grosse.
La moglie del macellaio ha la cabina stagionale allo stabilimento balneare secondo in citta’ per importanza.
La moglie del macellaio porta solo un costume nero intero con le spalline tirate giu’.
La moglie del macellaio ha un’unica pianta: la patata americana che tiene in negozio vicino alla statuetta della madonna di Lourdes fatta a bottiglia, sopra il frigo piccolo.

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