non ci si può svegliare ogni mattina con la notizia di qualche morte.
non si può.
non si deve.
non si vuole.( *)
(Lo so perchè Paolo Stoppa lo declama ne Il marchese del Grillo…)
21 lunedì mag 2012
Posted in ziauncazzo
non ci si può svegliare ogni mattina con la notizia di qualche morte.
non si può.
non si deve.
non si vuole.( *)
11 venerdì mag 2012
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Io non capisco.
ma può essere che sia proprio io a non capire, però qualcuno mi dovrebbe comunque aiutare a comprendere.
Io lo so, ho idee fisse, mi metto in testa una cosa ed è difficile farmi cambiare parere.
So però anche chiedere scusa se mi accorgo di aver sbagliato (devo accorgermene naturalmente, che se non me ne accorgo, come posso chiedere scusa per una cosa che penso di non aver detto o commesso?).
Ma porca di quella troia maiala, perché ci sono scrittori di professione o scrittori per passione ma comunque scrittori, che mi mandano in anteprima la bozza dei loro libri o pezzi di loro libri, per sapere cosa ne penso, o anche solamente perché sanno di farmi cosa gradita – omaggio, regalo, attestazione di stima, coccola, – rendendomi partecipe di quello che stanno preparando, dicevo porca troia maledetta, e tu, voi, amiche/i mie/i con le/i quali abbiamo condiviso un percorso di scrittura, voi che avete scritto un cazzo di libro, come è che non vi viene in mente di farmi avere di pugno vostro una copia da leggere? (non perché io non la possa acquistare, che voi mi conoscete e sapete quanti cazzo di libri io compri durante l’anno, ma perché è così che funziona, perché siete amiche/i mie/i e dovreste capire quanto mi avrebbe commosso questo gesto).
Non credo sarebbe stata la mia copia che avrebbe fatto alzare le vendite del vostro libro, e comunque se voi mi aveste fatto leggere una copia in bozza, io avrei in seguito acquistato il vostro libro in libreria, vantandomene pure – e anche se il vostro libro faceva cagare – dicendo ai commessi o ai librai “conosco l’autore sai, è amica/o mia/o”!
Perché una persona estranea lo capisce e voi per un cazzo?
Ecco.
Adesso, dopo tanto che ho dentro questo rospo, l’ho sputato.
10 giovedì mag 2012
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io penso che abbia ragione Grillo a dire ai suoi eletti, pseudo eletti, forse eletti (nel senso di eletti dagli elettori, non nel senso di scelti da dio) di non andare in tv: li aspettano come avvoltoi e cercano di papparseli… naturalmente i giornalisti non si permetterebbero mai di chiedere a La Russa “risponda su… non ha risposto… risponda alla domanda che le ho fatto”, ma a questi giovani virgulti non preparati piantano i loro denti da vampiri.
Gli altri ridono scuotendo la testa in cenno di dissenso, come davanti a bambini dell’asilo che sbagliano a contare o le parole della poesia di natale.
Io non sto con Grillo, perchè i movimenti mi sembrano fini a loro stessi e non mi piace sentire dire che l’ideologia è vecchia, ma non mi piace vedere avvoltoi e vampiri pronti ad uccidere chi non sta col potere.
19 giovedì apr 2012
In questi giorni i media non fanno altro che parlare di finanziamenti pubblici e circolazione di denaro contante.
Io faccio una piccola considerazione, da persona, che vive la sua esistenza coi mille problemi di tutti i giorni, che dovrebbe andare a votare e non sa cosa fare, che non sa più se mettere una firma per arrivare a un referendum, se è tempo perso oppure no, insomma una persona che si chiama cittadino.
Io sono stanca e pure un po’ offesa di tutte queste elucubrazioni: abbiamo votato un referendum e da finanziamenti ai partiti ci hanno inculati cambiando la dicitura in rimborsi ai partiti; domenica sera a Report, è nata la futura ministra dell’economia.
Ma perché non chiamiamo le cose con il loro nome: i partiti stanno dimostrando di rubare per loro stessi, si chiamasse finanziamento o rimborso, a noi che ce ne cale?
Il furto andrebbe punito.
C’è un giro d’evasione che dicono con solo quello si potrebbe far andare avanti lo stato, e mi rompono i coglioni con il fatto che il vecchietto ritira 1000 euro, e il fornaio non fa lo scontrino?
Sia chiaro, lo scontrino lo dovrebbero fare tutti, la parrucchiera di Savignone o il fornaio di Pentema, per non parlare dei simpatici “prodotti tipici” venduti nei vari mercatini cittadini che non riportano un prezzo esposto neppure se gli giri un braccio, ma quello che gira con l’automobile da 300 mila euro, e dichiara 16mila euro all’anno, ecco quello non ce la facciamo proprio a beccarlo?
Un po’ di serietà, per piacere.
A me basterebbe: un po’ di serietà e anche un po’ di onestà intellettuale, da parte di tutti, anche della stampa.
(*) Non abbiam bisogno di parole – Ron
03 martedì apr 2012
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Quelli che vivono in casa con te, e ti chiedono “c’è da portare giù la spazzatura?”, e alla tua risposta affermativa, dicono “ma no dai: non ce n’è…”
Quelli che arrivati ad affettare 30 gr. dei due etti di prosciutto che hai ordinato, ti chiedono: “e dopo?”
Quelli che da bambini non hanno mai fatto il capoclasse e svolgendo il ruolo di amministratore di sito o gruppo, scrivono “qui regole non ce ne sono” e appena posti il primo rigo ti coprono di mail per spiegarti dove hai sbagliato, o ti cancellano il post senza dirtelo.
Quelli che a seconda della giornata che hanno, ti raccontano la loro vita o non rispondono neppure se gli chiedi l’ora.
Quelli che incontri da 25 anni perché abitano al primo piano e non rispondono mai al tuo saluto ma se poi smetti di salutarli, ti fermano e ti chiedono il perché.
aggiornamento:
NON SOPPORTO quelli che fanno finta di dimenticare che IO ODIO le emoticon e che nei commenti di questo blog sono severamente vietate e punite con spezzamento di braccine (un braccino la prima volta, due braccine chi persevera…)

29 giovedì mar 2012
Posted in fanculoteegliangeli, ziauncazzo
allora, cara me, se vuoi continuare a stare in fb, devi metterti in testa un poco di regole:
1) se proprio devi dire qualcosa, clicca mi piace (che fai contenti tutti e ti levi dal cazzo velocemente);
2) se leggi qualcosa che ti stimola alla discussione, clicca mi piace (che fai contenti tutti e ti levi dal cazzo velocemente);
3) se leggi delle stronzate, clicca mi piace (che fai contenti tutti e ti levi dal cazzo velocemente);
4) se ti vieni di fare dell’ironia, clicca mi piace (che fai contenti tutti e ti levi dal cazzo velocemente);
5) se vuoi condividere idee, letture, film, chiudi il pc, e vai a trovare un amico.
(*) Vengo anch’io. no, tu no – Jannacci
08 giovedì mar 2012
Posted in fanculoteegliangeli, ziauncazzo
Io continuo a pensare non ci sia nulla da festeggiare.
E quel che me lo fa pensare è
il numero della vittime per stupro;
il numero delle vittime per quello che loro chiamano troppo amore;
le condizioni negli ambienti di lavoro;
la disparità di salari;
il numero delle poche donne nei posti di potere;
il fatto che siamo sempre le prime a partire in caso di esuberi;
le discriminazioni perché “portatrici di maternità”;
le discriminazioni perché quando non funziona è comodo pensarci puttane;
il fatto che il corpo delle donne faccia ancora e sempre vendere;
il numero delle mie amiche infelici per amore.
E poi c’è quel meraviglioso modo che hanno le donne di farsi del male da sole, l’altro giorno l’ho definito “lo spirito d’emulazione masochistico”, che a noi ci piace se ci fanno male (non necessariamente fisicamente, basta anche moralmente). L’importante è che ci dicano che ci amano. Poi stanno con l’altra, ma non ci vorrebbero stare e noi capiamo.
Noi capiamo sempre tutto.
Perché loro, poverini hanno avuto una mamma che non li ha saputi amare e crescere, invece noi le nostre mamme, minchia, delle volpi.
Non importa se non siamo in grado di amarci perché non ce lo hanno insegnato, o se non sappiamo camminare da sole, perché ci hanno sempre detto che non eravamo in grado di farlo.
Noi a loro, agli uomini, perdoniamo sempre tutto, loro a noi, un cazzo.
Poi un giorno all’anno, ci vengono a dire che siamo veramente importanti, arrivano con la mimosa (gli straccioni) con la rosa o l’orchidea (quelli che vogliono far colpo), e quelli che cagano fuori dal bolacco pure la cenetta al ristorante, o “amore, stasera cucino io”.
Sapete dove cazzo ve la dovete ficcare la rosa con tutte le spine?
Non ve lo devo certo dire io.
(*) Non sono una signora – Loredana Bertè
N.B.: vorrei chiarire che amanti non ne ho (che ho ricevuto una telefonata sul mio cellulare da un numero sconosciuto dalla “moglie del mio amore”, che non so se sia una cretina, o una mia amica burlona.)
Di amanti ne ho uno, da 25 anni, me lo coccolo come un bambino, e non vorrei dire, ma mi basta e avanza.
N.B.: siccome le telefonate sono state due, avviso la cretina in questione che se arriviamo a tre faccio una denuncia, se sei un’amica burlona palesati per cortesia, che non è per un cazzo, uno scherzo né riuscito, né di buon gusto, e non è neppure il primo di aprile.
07 mercoledì mar 2012
Posted in fanculoteegliangeli, ziauncazzo
Non so se riuscirò a rendere l’idea che io dovrei scrivere i post al momento, quando ho l’animo incazzato nero, da Dart Fener e la bava alla bocca come Linda Blair.
L’altro ieri sera sto aspettando che parta la puntata speciale sull’alta velocità di servizio pubblico e mi sintonizzo un poco prima su cielo che è un cazzo di canale del quale non conosco l’appartenza (sono andata a vedere, mentre scrivo ed è di sky).
Per prima cosa mi cade l’occhio sul trailer di An education e subito mi incazzo.
Io quel film l’ho visto e ho visto anche il trailer italiano prima di decidere di andare a vederlo. E il trailer lascia intravvedere l’argomento, e anche la drammaticità del film, che non è un film sulla superficialità della vita come traspare da quel trailer.
E mi domando il perché.
Perché se quel trailer dovesse portare a una riflessione, il pubblico non lo guarderebbe?
Che scelta è quella di catturare un pubblico abituato a vedere altro, proponendogli un film che probabilmente non capirebbe?
Non ho risposte.
Poi, parte un programma che si intitola Masterchief, ed è una roba da nazisti. Ci sono delle persone che nella vita fanno altro, che si sottopongono a delle prove in cucina e vengono trattati come delle merde da altre persone. Non so e non voglio sapere, probabilmente è una specie di accademia della cucina, come X factor o Amici, non me ne fotte un cazzo.
La giuria assaggia questi cibi e sembra che stia mangiando merda, e poi sputa la sentenza, dentro o fuori, in un modo che neppure nei peggiori telefilm con le accademie dei marines.
E’ la regola dello spettacolo, bellezza.
Capisco, ma mi fa profondamente schifo.
Capisco, ma non mi adeguo.
E’ un modo di far televisione che ripercorre le strade del nonnismo, della strafottenza, dell’ignoranza: è, in una parola, vergognoso.
Come è vergognoso che il giocatore, una volta lì, non li mandi tutti a fare in culo invece che sottoporsi alle regole di questo sporco gioco.
Poi la puntata sulla Tav e ancora una volta le immagini che mostrano persone anziane, famiglie che cercano di difendere la loro terra dai soprusi.
Non mi dilungo, tanto il senso di frustrazione che provo durante quei momenti, durante i dibattiti in cui si difende l’opera, in cui si vogliono dimostrare i benefici che ne deriverebbero, e la tesi dei violenti e dei terroristi infiltrati, non riesco a comunicarla.
Dovrei essere brava, e non lo sono, a raccontarvi come la rabbia mi si trasformi in lacrime e poi nuovamente in rabbia e ancora in senso di annientamento ed impotenza.
E poi mi chiedono perché io legga così tanto: non esiste al mondo un solo assassino conosciuto sulle pagine di un libro che mi riduca come ci riesce questo così detto stato di diritto.
(*) Non ci sto- Syria
27 lunedì feb 2012
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Dopo anni che giro in rete non ho ancora capito:
- che se faccio un commento deve essere solo di apprezzamento;
- che non mi devo rivolgere a persone che non conosco;
- che non posso pretendere che la gente capisca le mie battute se non uso emoticons, perché il mondo è così che si esprime;
- che non devo pensare che le donne si indignino per quel che fa indignare me;
- che non devo pensare che siano ancora i tempi del blog, ma solo il momento del commento tocca e fuggi;
- che non devo pensare che gli altri siano come me, che preferisco chiarire e magari discutere, se serve per tornare a capirsi;
- che non devo credere che possano nascere rapporti di amicizia o approfondita conoscenza attraverso uno scambio di battute su fb o qualsiasi altro strumento del cazzo;
- che non devo pensare di potermi esprimere liberamente.
Ogni due giorni mi viene voglia di chiudere tutto, farmi i cazzi miei, stare nel silenzio più assoluto che forse tutto questo rumore è assordante.
Altro che libertà di espressione, è l’omologazione più assoluta del comune pensiero.
Benvenuti social network!
(*) Pensieri e parole – Lucio Battisti
20 lunedì feb 2012
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