rosso un fiore in petto c’è fiorito… una fede ci è nata in cuor (*)
12 lunedì dic 2011
Posted in click!, manovra dissangua poveri, vitadizia
12 lunedì dic 2011
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09 venerdì dic 2011
(*) Che bella età – Marcello Marchesi
07 mercoledì dic 2011
Posted in fanculoteegliangeli, manovra dissangua poveri
Sarei molto curiosa di sapere, come la pensano oggi le mie amichette – con le quali ho discusso in questi giorni, perché la sensibilità della ministra, al di là della manovra, non si doveva toccare trattandosi di “ministra” e per di più di “centro sinistra” – dopo averla vista ieri sera a Ballarò, illustrare la manovra dettata dall’Europa, dalle tre parole magiche “rigore, crescita, equità”.
Vorrei sapere se hanno scorto un barlume di “umanità” negli occhi, nelle rughe tanto decantate, nello sguardo vincente, alla dichiarazione di “fiducia” della Finocchiaro e della Gelmini.
Fiducia, che verrà data, a detta loro, dopo aver concertato; dico io, dopo aver provato a concertare.
Gliela daranno: a prescindere.
Per quanto riguarda le tre parole:
il rigore, non v’è dubbio, lo mettiamo noi;
la crescita, ci ha spiegato, arriverà quando avranno fatto cassa (intanto oggi beccatevi le accise sul carburante e poi ne riparliamo);
la terza parola eq.. equ…beh, sono tanto commossa, che non mi esce neppure dalla tastiera.
(*) Se mi lasci non vale – Julio Iglesiasis
06 martedì dic 2011
Posted in fanculoteegliangeli, manovra dissangua poveri
A me, il fatto che questa manovra piaccia tanto ad Emma, pare la prova provata, che ce l’hanno messo nel culo tantissimissimo….
(*) Meraviglioso – Domenico Modugno
05 lunedì dic 2011
Posted in fanculoteegliangeli, manovra dissangua poveri, mondocane
No, a me quelle lacrime proprio, non sono andate proprio giù.
Come non mi sono andati giù questa mattina gli articoli che elogiano la
ministra perché si è commossa, perché solo una donna poteva farlo.
Pietà, da donna a donna: questa risparmiatemela.
A me non sono andate giù quelle lacrime, perché quando si parla di mancate indicizzazioni alle pensioni sopra i mille euro, non ci si può permettere di piangere, ci si deve inginocchiare davanti a milioni di italiani, e vergognarsi per quello che si è fatto.
Non si può piangere dopo aver detto che si da la possibilità alle donne di lavorare – se vogliono- sino a 70 anni, dopo aver appena innalzato l’età a 62 anni e un mese e con 42 anni di contributi e quando l’8 % degli italiani non lavora (soprattutto donne e giovani, proprio quelle categorie così care al ministro), e sapendo quanta cassa integrazione e quanti contratti di solidarietà sono in piedi.
E quante donne e uomini aspettavano di potersene andare dal mondo del lavoro (solo perché lavoro non ce n’è e non perché sono lazzaroni) per tirare un sospiro di sollievo, e pensare al proprio futuro con una pensione da fame, ma sempre meglio che lavorare una settimana su sei.
Quelle stesse persone che sperano (perché glielo hanno fatto credere) che togliendosi loro da mezzo – considerandosi oramai loro stessi orribili cancri marcescenti, – potrebbero lasciare uno spiraglio di speranza ai propri figli.
Chissà quante lacrime avrà versato in privato il ministro allo 0,4 % per l’ICI prima casa, e chissà se si sarà buttata per terra dal dolore a fissare il tasso all’1,5 % sui capitali scudati.
Chissà che dolore non dire neppure una parola sugli albi professionali: notai, giornalisti, avvocati.
Una manovra da far invidia a Vlad Tepes III, (l’impalatore) ispiratore del Conte Dracula.
La manovra salva Italia hanno varato: chissà quando penseranno a quella salva italiani.
(*) Monologo di Roy Batty in Blade Runner (anche se non ve lo dicevo…)